Ci sono momenti in cui il tempo sembra fermarsi. Attimi di attesa, di transizione, di riflessione. Istanti in cui tutto è possibile, in cui il passato si dissolve e il futuro ancora non prende forma. È in questo spazio sospeso che nascono le idee più audaci, le trasformazioni più profonde, le intuizioni che cambiano il corso delle cose. Quel limbo tra ciò che è stato e ciò che sarà, il battito che precede la scelta, il respiro prima del salto. Perché nel tempo che sembra immobile si nasconde il potere di riscrivere il futuro.

In un’epoca segnata da sfide senza precedenti, le crisi non sono più l’eccezione, ma la regola. Ci muoviamo da un’emergenza all’altra rimanendo bloccati in una crisi perenne che assomiglia a un labirinto: è semplice sentirsi catapultati in un groviglio di strade, e uscirne sembra una sfida impossibile. 

Cos’è l’Altrove? Altrove è una parola che nasconde un
mondo. Altrove è essere, trovarsi, abitare in un luogo diverso. Sia con il corpo che con la mente. Altrove è tutto ciò che esula dalla normalità. Un luogo dove il banale non esiste. Altrove è guardare fuori. Incontrarsi. Vedersi sotto una luce diversa.

L’emosfera è uno spazio che si estende dalla superficie terrestre fino a circa 2,5 metri d’altezza. È la sede dell’inconscio collettivo di Jung, dove fluttuano gli archetipi e nascono i sogni.

Questo neologismo è tutto fuorché casuale: la radice, il cambiamento, è il vocabolo sicuramente più evocativo ed esemplificativo dei nostri tempi.
Noi pensiamo che Lerici abbia qualcosa da dire e sfrutterà il palco del TEDx per farlo.